Come si può mantenere la pace interiore nella frenesia dell’Occidente?

 

Una volta che l’hai raggiunta, non puoi perderla. Anche a volerlo, non ci riusciresti. Quando ottieni veramente qualcosa poi non la perdi mai più. Altrimenti vuol dire che questa pace profonda era solo un’illusione. Devi esserti ingannato. O qualcosa deve averti dato l’idea di esserci arrivato. Se vai sull’Himalaya, troverai pace e silenzio. Là regna l’eterno silenzio. In quel silenzio, di riflesso, cominci a sentirti silenzioso anche tu. Non credere di esserlo diventato veramente: è l’Himalaya che si riflette dentro di te. Quel silenzio appartiene all’Himalaya, non a te: quando torni giù in pianura se ne va. Sei di nuovo agitato, anzi sei di nuovo l’agitazione, l’ansia, l’angoscia. Credi di aver perduto qualcosa che avevi ottenuto? No – perché non l’avevi mai avuto. Apparteneva all’Himalaya e ancora gli appartiene. Eri entrato in una certa situazione, ma non in un certo stato. La situazione è qualcosa fuori di te, lo stato è qualcosa dentro di te. E poi ti sei ingannato. È così facile ingannare se stessi. Uno vuole credere di aver raggiunto la meta, perché questo nutre davvero l’ego: sono arrivato, ce l’ho fatta.

Molta gente viene in India. Venendo dall’Occidente, l’India sembra silenziosa, pacifica, povera, ma contenta. In un certo senso, l’India è indietro di circa duemila anni. Quando da New York arrivi in India, o da Londra all’Himalaya, stai andando indietro nel tempo. Tutto è primitivo, selvaggio, barbaro. Uno si sente bene, sente di nuovo una certa libertà. Il rumore, l’ansia, la tensione, la continua fretta – l’andare sempre da qualche parte senza sapere dove si sta andando – comuni in Occidente, qui non esistono. Le cose si muovono lentamente. Sembra che tutto si muova senza direzione, molto silenziosamente. Si può sentire ancora una certa vibrazione. Gli Indiani possono anche non sentirla, perché ci sono nati dentro, proprio come un pesce non si accorge del mare. Ma quando la gente arriva dall’Occidente ha quasi uno shock: una certa consapevolezza. Il loro ‘sonno’ viene interrotto e cominciano a credere di avere raggiunto un certo stato di pace. Ma non è così facile raggiungerlo. Non è un viaggio aereo: non si può volare da uno stato della mente a un altro stato della mente. Non è un viaggio, è un pellegrinaggio. La differenza fra viaggio e pellegrinaggio è che un viaggio va da un punto dello spazio a un altro, un pellegrinaggio va dall’esterno all’interno, dallo spazio al non-spazio. È facile a questo punto venire ingannati, non da altri, ma da se stessi. Poi torni indietro e quella libertà, quel silenzio, quella meditazione sono perdute. Da questo nasce la domanda su come sostenere questo stato mentale. Non c’è bisogno di sostenerlo. È così vivo e vitale che si sostiene da solo. Ha un’energia enorme. Non ha bisogno dell’aiuto di nessuno. In effetti, non hai nessun bisogno di sostenerlo: è lui che sostiene te. È più grande di te, più profondo di te – è la tua vera natura – sei tu nella tua gloria più eccelsa. Non ha bisogno di nessun sostegno e niente può allontanarti da questo stato. Una volta raggiunto, è raggiunto per sempre. Non puoi perderlo. Se lo perdi significa che hai ingannato te stesso.

“Come si fa a sostenerlo nelle frenesia dell’Occidente?” Se non continua a esistere, allora non vale. Qualsiasi meditazione che abbia valore, sarà viva anche nella piazza del mercato. Nessuna frenesia può allontanarti dallo stato meditativo, non c’è frastuono di mercato che possa disturbarlo. Diventa come respirare. In realtà lo sentirai più forte nella piazza del mercato che sull’Himalaya, perché sull’Himalaya manca il contrasto. Se hai ascoltato la musica interiore, la sentirai meglio nel rumore del traffico, a causa del contrasto. Di notte puoi vedere le stelle nel cielo, non di giorno - perché manca il contrasto. La notte è così scura, in quell’oscurità vellutata riesci a vedere quelle belle stelle che di giorno non si mostrano. Sono sempre là al loro posto, non sono andate da nessuna parte – restano nel cielo – ma manca il contrasto. Questo ho capito, è stata questa la mia esperienza: che qualsiasi cosa tu raggiunga, la gusterai di più, la sentirai di più – verrà a galla nel tuo essere più chiaramente, chiara come un cristallo – ogniqualvolta la farai risaltare contro il suo opposto. Se la meditazione è sincera, ti sarà più chiara a New York, la sentirai meglio a Londra. Circondandoti di opposti, pulserà più chiaramente. Se non hai raggiunto una vera pace, puoi venire in Oriente, e sentirti bene… poi torni in Occidente e non c’è più. È stato un viaggio, non un pellegrinaggio. Hai viaggiato da un punto all’altro dello spazio, non hai viaggiato dallo spazio al non-spazio. La meditazione è un pellegrinaggio dal fuori al dentro. Una volta che l’hai raggiunta non riesci a perderla neanche volendo.

 

(OSHO, tratto da: Come follow to you)

Tu dovrai scomparire completamente prima che il divino si impossessi di te, dovrai raggiungere un'assoluta assenza di ego, una totale pace interiore. Quando la tua identità svanirà e non riuscirai più a sentire il tuo corpo, in te discenderà il paradiso, il divino, Dio ti ha raggiunto: il cuore del divino è nel tuo cuore, la tua vita sarà meravigliosa, sarà pura poesia... la parte è diventata il Tutto.

 

Il più grande dei miracoli è essere, semplicemente essere, e tu sei il più grande dei miracoli, il più grande dei misteri. La comune realtà è soffusa da una bellezza straordinaria, la tua vita diventa piena di colori, è psichedelica e le cose intorno a te mutano spontaneamente, ne potrai osservare lo splendore, esplodono nella tua consapevolezza.

 

Devi cambiare semplicemente te stesso; allorché sarà accaduta la trasformazione nel tuo cuore, l'intera esistenza si trasformerà. Il paradiso e l'inferno non sono altrove, sono dentro di te, sono entrambi nella tua interiorità: tu li crei.

 

Devi diventare più cosciente, più vigile, più consapevole, più vuoto, in modo da non avere più niente da proiettare all'esterno. Ricorda: lascia che il Cielo si muova in te, permetti al divino di entrare in te, arrenditi al Tutto, altrimenti continuerai a reagire alle situazioni e le situazioni continueranno a lavorare in te, nel tuo inconscio e tu rimarrai sempre lo stesso.

 

Quando in te non sorge alcuna idea, tutto ciò che fai è giusto. Quando la mente è silenziosa e il cuore è guidato dal divino, tutto ciò che ti accade è giusto. Al contrario: è sbagliato tutto ciò che proviene dall'ego, qualsiasi cosa provenga dall'ego ti condurrà in un inferno, nell'infelicità. Lascia cadere e l'ego e consenti alle cose di accadere. Lacia che il divino viva attraverso di te.

 

L'intera religiosità può essere ridotta a un semplice fenomeno: realizzare il vuoto. Sii vuoto e sarai colmato, rimani pieno di te e ti ritroverai vuoto. Sii totalmente assente e la presenza del trascendente penetrerà in te. Continua a trattenere l'ego e rimarrai solo un niente, solo un'ombra, solo un riflesso: non sarai mai una realtà.

 

Il Tao è semplice, è del tutto semplice: La sua caratteristica fondamentale è di essere un gioco infantile. Ma sembra che per la gente sia praticamente impossibile essere simile a un bambino. Gesù ha detto: «A meno che tu non diventi simile a un bambino, non entrerai nel regno di Dio». Ma sembra che nessuno voglia essere simile a un bambino, eco dove sta la vostra infelicità!

 

Il divino è il centro di ogni cosa.

Dio non è il principio originale, non è la meta suprema.

Dio è il centro di qualsiasi condizione in cui ti trovi in ogni istante della tua vita.

Dio è il centro della donna della quale ti sei innamorato,

Dio è il centro dell'uomo con cui hai stretto amicizia.

Dio è il centro di tutto ciò che incontri nella vita.

Dio significa "il centro" e il mondo significa "la circonferenza",

Non sono mai separati tra loro:

il centro è nascosto nella circonferenza.

 

Essere sensuale significa diventare consapevole della circonferenza; essere spirituale significa diventare consapevole del centro. La sensualità è l'inizio della spiritualità, è la via per essere vivo. Ma le vostre vecchie religioni vi hanno insegnato l'esatto opposto, una sorta di morte del corpo, ti insegno a rendere il tuo corpo sempre più insensibile. Io invece vi insegno la danza, la musica e il canto! Voglio che i vostri cirpi vibrino al massimo, diventino fenomeni pulsanti, fluiscano. Voglio che non siate dei laghetti stagnanti, ma fiumi che corrono per precipitarsi nell'oceano.