LA FELICITÀ

 

La felicità che noi conosciamo non è vera, è formata dalla sostanza che dà forma ai sogni e si tramuta sempre nel suo opposto: ciò che per un istante sembra felicità, l'attimo dopo si tramuta in infelicità. Nella vita di chi non è risvegliato le cose stanno così: ogni cosa è confusa in un amalgama senza contorni precisi, vivi lacerato tra queste due realtà, felicità e infelicità, senza un attimo di quiete. La tua felicità non è vera gioia, è solo un'infelicità occulta. Il tuo amore non è vero amore, è solo una maschera.

 

La felicità non si può coltivare, le si può solo dare spazio, permetterle di affiorare, poiché non è qualcosa che tu puoi creare. Ciò che tu puoi creare non può essere più grande di te, ma sempre qualcosa di inferiore. Se eserciti la felicità, alle sue spalle ci sarai sempre tu, con tutte le tue idiozie, i tuoi giochi egoici, la tua ignoranza e il caos della tua mente. La grazia discende sempre dall'aldilà, dev'essere ricevuta come un dono con profonda fiducia, in un totale abbandono. La vera felicità accade in uno stato di abbandono.

 

La felicità ha qualcosa a che vedere con la consapevolezza. Se una persona diventa più consapevole ossia più "presente" e vigile ogni singolo istante, più "meditativo" il suo carattere verrà trasformato naturalmente. Questa è una trasformazione reale, non si tratta di modificare un aspetto del proprio carattere o coltivarne un altro. Puoi sempre cambiare un aspetto della tua vita, scaricarlo all'interno, ma si manifesterà da qualche altra parte, è inevitabile. La tua ansia è presente perché sei inconsapevole, il nervosismo, la rabbia, la possessività sono presenti perché sei inconsapevole.

 

Nel momento in cui rabbia, avidità, ambizione, gelosia, possessività, lussuria e via dicendo saranno scomparse, l'energia coinvolte in esse verrà sprigionata: quell'energia diventa la tua beatitudine. Adesso non sarà qualcosa che viene dall'eterno, accade all'interno del tuo essere. Nel momento in cui hai libero accesso a questa energia diventi un terreno fertile, un campo magnetico, e attiri il trascendente, attiri Dio.

 

Le persone continuano ad agire inconsciamente, e sebbene soffranno e siano terribilmente infelici, vanno avanti ripetendo le stesse cose che le rendono infelici, ignorano che esistono alternative possibili, dimensioni di vita differenti. E l'alternativa più grande è quella religiosa: vivere in modo consapevole, attento e presente, che non è "autocoscienza", quella è un riflesso dell'ego. Siate vigili, attenti e presenti, profondi osservatori e testimoni. Non è semplice perché vivete in mezzo a milioni di persone addormentate, e quel sonno è contagioso.

 

Quando diventi un campo magnetico, quando tutta l'energia che hai sempre sprecato inutilmente nella tua inconsapevolezza si raccoglie e preme dentro di te, allorché diventi un lago di energia, inizi ad attirare le stelle, inizi ad attirare il trascendente, inizi ad attirare il divino per eccellenza. E l'incontro della tua consapevolezza con il trascendente è il punto in cui si sprigiona la beatitudine, la vera felicità; qualcosa che non sa nulla dell'infelicità, è una felicità allo stato puro. Qualcosa che non conosce morte alcuna oscurità: è pura Luce, e conoscerla è la meta.

 

Anche tu la puoi realizzare, ma lascia che ti ricordi una cosa: dicendo che anche tu la puoi realizzare non voglio creare in te il desiderio di conseguirla. Mi limito ad affermare un'evidenza: se diventi una pozza di energia sconfinata, libero da tutte le distrazioni del mondo, accade. Si tratta più di un accadimento che di un fare. Ed è meglio chiamarla beatitudine che felicità, perché la felicità ti dà la sensazione che si tratti di qualcosa di simile a ciò che tu conosci come tale: ciò che tu conosci come felicità non è altro che una condizione relativa.

 

Ciò che i buddha chiamano felicità è qualcosa di assoluto, è interiore, è qualcosa che accade: il trascendente discende in te, l'oceano precipita nella goccia. E nel momento in cui l'oceano si riversa nella goccia, la goccia scompare, i suoi confini si dissolvono, la goccia diventa sconfinata, una realtà oceanica. La beatitudine è uno stato dell'essere oceanico... accade nel momento in cui scompari in quanto ego, confinato, limitato, piccolo, e diventi qualcosa di immenso, di gigantesco, di vasto e sconfinato come l'universo stesso.

 

Ogni azione che scaturisce dalla tua inconsapevolezza è una malefatta. Viceversa, qualsiasi azione fatta in piena consapevolezza è virtuosa. Ciascuno cerca di fare del bene in base a una sua idea, ed è lui il primo a vivere in un'oscurità abissale! Non fai che ripetere, fare e rifare la stessa cosa, ogni giorno, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Tutta la tua vita si riduce a un circolo vizioso piccolissimo. Continui a girare in tondo, in circoli viziosi sempre più piccoli, ripeti, imiti anche gli altri e le loro stupidità, Più diventi attento e presente, meno sarai ripetitivo, troverai nuovi stili di vita, sarai più creativo, e solo le persone creative sanno che cos'è la felicità, vanno incontro al divino.

 

L'intelletto è un fenomeno inconscio: in pratica ti comporti come se stessi dormendo. L'intelligenza è risveglio, e se non sei pienamente sveglio qualsiasi cosa tu decida sarà inevitabilmente sbagliata, in un modo o nell'altro. Non potrà che essere così, è inevitabile, poiché si tratta di una conclusione frutto di una mente inconsapevole. Per attivare l'intelligenza non hai bisogno di più informazioni, ma di più meditazione*. Devi diventare più silenzioso, devi acquisire una maggiore assenza di pensieri: devi diventare meno mentale e più di cuore. Devi diventare consapevole della magia che ti circonda: la magia della vita, la magia del divino, la magia presente nel verde degli alberi e nel rosso dei fiori, la magia riflessa negli occhi delle persone. Dovunque è un'esplosione di magia!

 

* Meditazione: pura consapevolezza, attenzione vigile e costante.

 

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L'inferno esiste innanzitutto nel centro del tuo essere, poi si diffonde, diventa una circonferenza, diventa il tuo relazionarti, il tuo mondo. L'inferno è un altro nome della mente malata, di una mente in angoscia, in subbuglio, di una mente che vive fondamentalmente nell'inconsapevolezza. La mente consapevole, invece, trascende l'inferno, diventa non-mente, attenzione allo stato puro, una forza di energia straripante.

 

La mente è molto furba. Se sei infelice la mente dice: "Gli altri ti stanno facendo qualcosa di male, ecco perché sei infelice". Non è così: nessuno può renderti infelice. Certo, gli altri possono comportarsi male, ma nessuno ti può rendere infelice, né renderti estatico. Tutto dipende da te, totalmente da te: tu sei responsabile della tua infelicità, e tu sei responsabile della tua gioia.

 

Se semini qualcosa, ci vorrà un po' di tempo prima che cresca e fruttifichi. Il buddha dice: "Se vedi una persona malvagia felice, aspetta solo un po'; ben presto, prima o poi, vedrai che si è scavata una fossa. E se vedi un brav'uomo infelice, non preoccuparti: è solo un tratto in salita. Gli stupidi pensano di essere felici a causa dei loro inganni...ma la vita distruggerà la loro idea. Aes dhammo santanano: questa è la legge eterna.

 

Ogni singola azione è estremamente significativa: se è cattiva soffrirai, se è buona ti godrai la vita. E solo nella gioia realizzi che Dio esiste. Devi trasformare ogni piccola cosa in un'azione meravigliosa, attraverso la tua consapevolezza, la tua osservazione attenta e consapevole, la tua presenza.

 

Ti sei isolato rispetto all'esistenza, non hai alcuna apertura, sei incapsulato, completamente chiuso in te stesso, nel tuo ego. Hai disconnesso il tuo essere da questo splendore immenso, da questa esistenza estatica, da qui l'infelicità. Si tratta di inconsapevolezza pura e semplice. La gente vive inconsapevolmente e non lo vede. Continua a ripetere "La mia vita è infelice" ma continua a scaricare la responsabilità su qualcos'altro, su qualcun'altro. Se ti assumi la responsabilità delle tua infelicità, se inizi un processo di risveglio, esci dallo stato di "ubriachezza" in cui hai vissuto per secoli.

 

Puoi evolvere in consapevolezza solo se continui a raffinare la tua intelligenza; se continui a lavorare sulla tua anima testimoniante; se diventi sempre più un testimone distaccato e presente di tutto ciò che fai, pensi e senti. Se sei infelice come lo sono tutti ciò rivela solo che sei inconsapevole. Non scaricare su altri la responsabilità.

 

La stupidità è questa: a causa delle tua inconsapevolezza soffri, e quando vuoi evitare la tua sofferenza ti ubriachi in modo da scordarla. Sei infelice perché sei inconsapevole; ma poi cerchi di diventare ancora più inconsapevole, per non sentire di essere infelice. In tal modo scendi ancora più in profondità nella tua inconsapevolezza, per non sentire di essere infelice. In questi stati di inconsapevolezza prodotti chimicamente puoi illuderti di essere felice.

 

 

CENTRO E CIRCONFERENZA

 

È una follia aspettarsi la pace da qualcosa che hai bramato possedere, da qualcosa che hai ardentemente desiderato avere. Anche se ottieni la gioia del tuo cuore, essa può solo essere transitoria. La mente stessa che brama è infatti una cosa passeggera, e quindi come può l'oggetto che essa desidera durare per sempre?

 

Gli espedienti esteriori possono aiutarci a scappare dal dolore, ma non potranno mai guarirlo. E a causa dell'effetto di intorpidimento di questi rimedi esterni, il conflitto interno continua a crescere. Più grandi sono gli ornamenti esteriori della felicità, più profonda è la povertà interiore.

 

Solo l'uomo libero da opinioni e da idee preconcette può vedere l'unità e l'integrità della vita. Nessuno potrà mai sperimentarne la totalità fino a quando è limitato da concetti e idee fisse, perché questo frammentare la vita crea spazio per l'ego.

 

La realizzazione della Verità è l'unica acqua che può estinguere le fiamme delle frustrazioni della vita. Se vuoi la sicurezza cercando la felicità (mondana) alla "circonferenza", ti muovi lontano dalla realtà del tuo essere. Quando invece ti avvicini al tuo centro diventi felice alla circonferenza, finché non scompare tutto: la circonferenza, il centro e il sé, e tu diventi l'Assoluto.

 

Se un uomo vive la sua vita senza prestare nessuna attenzione alla sfera interiore, cercando all'esterno soluzioni alla sua infelicità, la sua vita sarà inevitabilmente priva di scopo, perché le uniche cose che gli restano sono cose materiali, oggetti. Se cerchi sicurezza nelle cose materiali a discapito della sfera interiore, sei la causa della tua malattia, della miseria, della povertà e della frustrazione, e infine provochi la tua morte.

 

Più ci si allontana dal proprio essere interiore, più il senso di vuoto esistenziale aumenta. Un uomo è impotente tanto quanto è forte il suo ego. Qualsiasi cosa ti dia un senso di sicurezza finisce per dominarti. L'uomo che invece diventa consapevole del proprio essere, entra in un mondo completamente nuovo: tutta la sua vita è piena di insondabile amore e di gioia. Trova il Divino.

Qualsiasi forza esista nella vita di un uomo, qualsiasi evoluzione esista, qualsiasi traccia di gloria, è solo il risultato del coraggio temerario: ossia lo slancio verso una vita di insicurezza, l'amore per il nuovo e per l'ignoto, il senso di gioia nel rischiare tutto di sé. L'uomo che non è pronto ad accettare rischi può anche esistere, ma non è vivo. L'obiettivo più grande a cui puntare è la ricerca di Dio, dell'anima universale.

 

Ripetere sempre e in continuazione qualcosa un mantra, una preghiera può sottomettere la vostra consapevolezza, è un'intossicazione, un'illusione che appaga la mente. Ma la vera religione non ha nessuna relazione con l'oblio del sé e lo stordimento. La religione è uno stato di totale sensibilità, di completo ricordo dell'anima, di assoluto "stare all'erta".

 

Una mente religiosa è colma di beatitudine e di un senso di benedizione. È grata a tutto. Ma questo accade solo quando un uomo è totale, quando il suo intero essere pulsa di gioia, ossia quando ha compreso il proprio sé, è arrivato a conoscere il proprio essere interiore. La saggezza proviene solo dalla comprensione del sé.

 

La nostra visione è il nostro mondo, la nostra vita. La nostra visione crea il mondo intorno a noi. Se la vita ti sembra miserabile, sappi che la miseria è tua, che è una tua creazione. Cerca di cambiare la tua visione, trasforma te stesso. Ogni cosa dipende da te, dal tuo essere interiore: inferno o paradiso. Sei tu. Quando la vita viene guardata dal punto di vista dell'ego è un inferno, perché l'ego è in opposizione ad ogni cosa. "Non essere", invece, è infinita pace, è comunione col Tutto.

 

Quando il sé si è dissolto e solo il mistero rimane, sei entrato nei sacri recinti dell'Anima Universale. Non c'è mistero più grande della dissoluzione del sé, perché quando scompare il sé individuale, la pura esistenza del sé assoluto si manifesta nella sua indescrivibile gloria e totale grandezza.

 

 

I TRE GRADINI

 

Quando sei trasformato l'intero universo si comporta diversamente con te, perché non è che una risposta a qualunque cosa sei. Se sei silenzioso, l'universo intero risponde al tuo silenzio in mille e un modo, ti riflette; il tuo silenzio è moltiplicato all'infinito. Se sei estatico, l'universo intero riflette la tua estasi. Se sei infelice, accade la stessa cosa. Esistono tre gradini di crescita:

 

1) all'inizio la situazione ti domina e ti trascina, scatenata dalla tua mente caotica. Credi di "essere" ma non sei;

2) successivamente, "tu sei" e la situazione non può più trascinarti, a influenzarti, perché sei diventato una volontà, ti sei cristallizzato e integrato;

3) infine, tu inizi a influenzare la situazione: è sufficiente la tua presenza affinché la situazione cambi.